Nel corso della crescita, bambini e ragazzi possono sviluppare asimmetrie posturali anche in assenza di dolore o sintomi evidenti. In età evolutiva, il corpo si adatta in modo spesso silenzioso a traumi, carichi sportivi intensi o condizioni neuromotorie residue. Per questo motivo è importante osservare non solo la struttura, ma anche la funzione e la qualità dell’equilibrio.
In un recente caso clinico, la valutazione posturale ha rivelato lievi disallineamenti del tronco superiore in un giovane atleta asintomatico. L’anamnesi ha evidenziato un trauma distale (frattura dell’arto superiore) avvenuto anni prima, apparentemente risolto. Tuttavia, alcuni test specifici hanno suggerito che tale evento possa aver condizionato nel tempo l’organizzazione posturale.
Tra questi, il test di convergenza bipodalica si è rivelato particolarmente utile: in condizioni visive e orali attivate (occhi aperti, denti serrati), il sistema posturale risultava stabile e simmetrico; in loro assenza (occhi chiusi, bocca aperta), emergevano asimmetrie compensatorie. Questo ha confermato l’origine meccanica del disturbo, non mediata da interferenze visive o stomatognatiche.
Il caso sottolinea quanto sia importante integrare l’osservazione clinica con test dinamici e un’anamnesi approfondita, anche nei soggetti senza sintomi. Piccoli traumi del passato, se non adeguatamente integrati dal punto di vista neuromotorio, possono influenzare l’assetto posturale in modo sottile ma persistente.
Un intervento precoce e mirato, basato su esercizi di riequilibrio e su un approccio integrato, può favorire una crescita armonica e prevenire future problematiche muscoloscheletriche.
